“Canta come se esaudissi..."

13.03.2016 01:18

 

“Canta come se esaudissi l’ultimo desiderio di una ragazza innocente, che vuole sentirti cantare per l’ultima volta. È una responsabilità. E tu canti. Canta così. E il boia si commuove e si piscia sotto, si commuove la corda e s’affloscia come una colata di crema, si commuove la sedia e le lacrime la mandano in corto circuito, si commuove il veleno e si beve da solo, si commuove la ghigliottina e la lama diventa una guancia di velluto, i proiettili gocciolano dalle canne delle armi come la pioggia dai tubi di scolo. La ragazza è innocente, e io ci guadagno un bacio. Lei, la vita. Mi do del tu, mi dico: canta, canta così. Se me lo dicesse un altro non lo starei a sentire, non ci crederei. Insomma: tutti questi strumenti mortali intorno alla ragazza, tutti in una volta. Non è una esecuzione, è peggio, è una tortura, Contro questo, canto stanotte. A favore dell’innocenza, canto. È una responsabilità. E io canto. E il boia si commuove… eccetera eccetera (con l’eccetera ci faccio l’inciso, il ritornello). Il locale chiude. Quando ho finito, quando esco, fuori, anche se fa freddo, non mi pare che faccia freddo, o se fa molto caldo non mi pare che faccia caldo, Sai cosa fa l’aria quando esco? Fa sempre il fresco, sempre fresco, per qualche minuto fa fresco. Poi fa quello che le pare, fa la temperatura che le pare, e io la lascio fare.